Array ( [hide_title] => 1 [hide_tagline] => 1 [logo] => [inline_logo_site_branding] => 1 [retina_logo] => [logo_width] => 420 [top_bar_width] => full [top_bar_inner_width] => contained [top_bar_alignment] => right [container_width] => 1470 [container_alignment] => boxes [header_layout_setting] => contained-header [header_inner_width] => contained [nav_alignment_setting] => left [header_alignment_setting] => left [nav_layout_setting] => fluid-nav [nav_inner_width] => contained [nav_position_setting] => nav-below-header [nav_drop_point] => [nav_dropdown_type] => hover [nav_dropdown_direction] => right [nav_search] => disable [content_layout_setting] => one-container [layout_setting] => no-sidebar [blog_layout_setting] => right-sidebar [single_layout_setting] => right-sidebar [post_content] => excerpt [footer_layout_setting] => fluid-footer [footer_inner_width] => contained [footer_widget_setting] => 1 [footer_bar_alignment] => right [back_to_top] => enable [background_color] => #009800 [text_color] => #3a3a3a [link_color] => #555555 [link_color_hover] => #000000 [link_color_visited] => [font_awesome_essentials] => 1 [icons] => font [combine_css] => 1 [dynamic_css_cache] => 1 [font_body] => Roboto [nav_is_fixed] => 1 [structure] => floats [header_text_color] => #3a3a3a [header_link_color] => #3a3a3a [navigation_background_color] => #222222 [navigation_text_color] => #ffffff [navigation_background_hover_color] => #3f3f3f [navigation_text_hover_color] => #ffffff [navigation_background_current_color] => #3f3f3f [navigation_text_current_color] => #ffffff [subnavigation_background_color] => #3f3f3f [subnavigation_text_color] => #ffffff [subnavigation_background_hover_color] => #4f4f4f [subnavigation_text_hover_color] => #ffffff [subnavigation_background_current_color] => #4f4f4f [subnavigation_text_current_color] => #ffffff [sidebar_widget_title_color] => #000000 [site_title_font_size] => 45 [mobile_site_title_font_size] => 30 [form_button_background_color] => #666666 [form_button_background_color_hover] => #3f3f3f [footer_background_color] => #222222 [footer_link_hover_color] => #606060 [entry_meta_link_color] => #595959 [entry_meta_link_color_hover] => #1e73be [blog_post_title_color] => [blog_post_title_hover_color] => [heading_1_font_size] => 40 [mobile_heading_1_font_size] => 30 [heading_1_weight] => 300 [heading_2_font_size] => 30 [mobile_heading_2_font_size] => 25 [heading_2_weight] => 300 [heading_3_font_size] => 20 [mobile_heading_3_font_size] => [heading_4_font_size] => [mobile_heading_4_font_size] => [heading_5_font_size] => [mobile_heading_5_font_size] => [font_heading_1] => Lato [font_heading_2] => Lato [font_heading_3] => Lato )

Cannabis – nuove scoperte nel trattamento del melanoma

Contesto

il melanoma causa il gran parte dei decessi correlati al cancro della pelle in tutto il mondo. Metodi alternativi di trattamento sono fondamentali per la gestione di questa malattia decisamente letale.

Obiettivi

Nello studio preso in analisi, si è studiata l’efficacia di un estratto standardizzato di Cannabis sativa da solo o in combinazione con una singola dose di radiazioni (6 Gy) in cellule di melanoma di topo B16F10 in modo dose-dipendente dell’estratto.

Materiali e metodi

Iniziata la valutazione di un estratto di Cannabis sativa a tre concentrazioni (25, 12,5 e 6,25 g/mL) da solo per 72 ore o esposto a radiazioni (24 ore di incubazione dopo il trattamento con estratto + 48 ore di incubazione dopo l’esposizione alle radiazioni) per la vitalità cellulare delle cellule di melanoma utilizzando il dosaggio del 3- (4,5-dimetiltiazol-2-il) -2,5-difeniltetrazolio bromuro. Le cellule sono state anche trattate con 6,25 g/mL di estratto da solo per 72 ore prima di osservare la morte cellulare indotta da Cannabis sativa mediante citometria a flusso.

Risultati

L’applicazione dell’estratto da solo o insieme alle radiazioni ha drasticamente inibito la vitalità e la proliferazione delle cellule di melanoma nel modo dipendente dalla risposta alla dose dell’estratto. L’inibizione della vitalità delle cellule di melanoma è stata immediatamente seguita da un aumento della necrosi ma non dell’apoptosi nel momento in cui le cellule del melanoma sono state trattate con il solo estratto. La radiazione da sola non ha avuto nessun antiproliferativo e anche la radiazione di per sé non ha sinergizzato in alcun modo con gli effetti antiproliferativi dell’estratto nel momento in cui l’estratto e la radiazione sono stati combinati.

Conclusione

I dati così esposti, suggeriscono che l’estratto di Cannabis sativa può avere un ruolo significativo grazie alle sue implicazioni salutari e fisiologiche per il trattamento del melanoma. I risultati della ricerca indicano anche che le cellule di melanoma di topo B16F10 sono resistenti alle radiazioni. Presi insieme, questi risultati possono condurre all’identificazione di  nuove strategie terapeutiche per la gestione del melanoma.

fonti

CancerJournal

Lascia un commento